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"Il mantenimento di un seminario,
com'è risaputo, crea molte difficoltà.
Al momento presente, possedendo nell'Arcidiocesi
di Varsavia due seminari ed essendoci la necessità
di costruire l'edificio del seminario missionario,
mi trovo costretto a chiedere aiuto, anche
in altri paesi, dove molti cristiani potrebbero
fruttuosamente collaborare alla costruzione e
allo sviluppo di un'opera così importante
per l'evangelizzazione. Giacché il Signore
vuole che la Buona Notizia sia annunciata a tutte
le nazioni, con gran fiducia Le chiedo tutto il
possibile aiuto finanziario (
) ".
(Lettera di Sua Em. Cardinale
Józef Glemp Primate di Polonia ai benefattori
dell'Arcidiocesano Seminario Missionario "Redemptoris
Mater" di Varsavia, Natale 1992)
PROGETTO DEL SEMINARIO
L'edificio del seminario arcidiocesano missionario
"Redemptoris Mater" di Varsavia è
stato progettato sulla base della sede del Collegio
"Redemptoris Mater" di Roma. Il proggettatore
è l'architetto Mattia del Prete, ed il
consulente artistico è il sig. Kiko Arguello.
LA NUOVA ESTETICA
"Nel prefazio di Natale la
Chiesa prega: "Nel mistero del Verbo fatto
incarnato è apparsa agli occhi della nostra
mente la luce nuova del suo fulgore, perché conoscendo
Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti dall'amore
delle cose invisibili". Anche la verità
della rivelazione utilizza la ricettività
dell'uomo per ciò che è bello.
Se gli occhi dello spirito sono colpiti dalla
nuova luce, che da Dio promana, l'incomprensibile
opera della sua incarnazione rende possibile che
Dio divenga visibile per l'uomo nel mistero sacramentale.
Questo sguardo, che Dio permette provoca nell'uomo
uno strappo ed estasi; la visione conduce, grazie
all'amore, al mondo invisibile della fede: l'uomo
della terra viene portato in cielo".
(Paul J. Cordes, Presentazione,
Maurizio Bergamo, Mattia del Prete, Spazi celebrativi,
L'architettura dell'Ecclesia, p. IX)
Il progetto dell'edificio del
Seminario Arcidiocesano Missionario "Redemptoris
Mater" di Varsavia è il risultato
della fusione di tradizioni e canoni classici
dell'arte sacra con le moderne soluzioni architettoniche.
Un tale complesso architettonico realizza le premesse
della "nuova estetica", ovvero un attuale
tentativo atto a creare un'architettura sacra
non staccata dalla spiritualità e dalla
teologia, della riscoperta del bello e del suo
canone estetico, che diviene la "ratio"
del costruire sacro, facendo sì che l'edificio,
mantenendo la propria funzionalità, esprima
soprattutto alcuni contenuti e inviti a lodare
il Creatore del mondo,.
Questo rinnovamento liturgico apportato dal Concilio
Vaticano II ha conseguentemente condotto ad un
rinnovo dell'architettura attraverso il ritorno
agli esempi della Chiesa primitiva:
"La liturgia (dopo il Concilio
Vaticano II) torna ad esser comprensibile al popolo,
anzi diviene l'alimento stesso del rinnnovamento
della vita cristiana. Compito dell'architettura
torna ad essere quello di dare "forma sensibile"
a questo sistema di riti, di segni e di simboli
sacramentali, perché possa realizzarsi nel rito
una reale esperienza del mistero: dell'incontro
con Dio e della comunione tra i fratelli"
(Maurizio Bergamo, Mattia
del Prete, Spazi celebrativi, L'architettura dell'Ecclesia)
"Nel corso della storia
la Chiesa ha sempre percepito questo legame tra
bellezza ed evangelizzazione e la Chiesa è
stata la più gran committente di bellezza.
Tutto riflette la bellezza di Cristo e la bellezza
della comunità e della comunione fraterna.
L'evangelizzazione dei popoli slavi avvenne in
gran parte proprio attraverso la bellezza della
liturgia, delle icone e dei canti. Soltanto in
questi ultimi anni anche all'interno della Chiesa
sembra prevalere una visione funzionale che riduce
i luoghi dove la comunità vive e si riunisce,
a semplici sale di riunione.Eppure proprio oggi
è quanto mai necessario ed urgente che
le strutture della Chiesa si rinnovino. La
risposta al villaggio globale di McLuhan, alla
gran città, alla monocultura, è
una parrocchia che divenga un "villaggio
celeste": un modello sociale più
umano capace di aprire spazi per la nuova civiltà
dell'amore, un'assemblea eucaristica che favorisca
la partecipazione attiva dei fedeli (
)".
(Nuova estetica
- www.domusgalilaeae.org)
L'ARCHITETTURA DEL SEMINARIO
"Tutta l'architettura del
seminario, la sua costruzione, la forma secondo
cui è stato disegnato e costruito, come
pure la dignità di cui godono gli spazi
liturgici e quelli ricreativi, dal dormitorio
agli spazi di vita comune fino al refettorio,
obbediscono ad una regola estetica dove tutto
è ben realizzato con materiali di prima
e grande qualità.
E' un avvicinamento alla teologia della bellezza
dove pero non viene trascurato il trascendente
per il funzionale e dove la Chiesa, quale corpo
mistico di Cristo, splende di luce propria.
Tutto con gusto e gran dignità , come si
deve per accogliere seminaristi di ogni razza,
nazione e condizione sociale, affinchè
si sentano come nella migliore delle case e nel
più bello dei palazzi, dove Gesù
Cristo è presente."
(Memoriales, N. 1/1998,
- Bollettino informativo del Seminario Arcidiocesano
Missionario "Redemptoris Mater" di Medellin,
Colombia, pag. 10)


Un elemento completamente nuovo del complesso
è il Santuario della Parola. E' un luogo
allestito e predisposto per l'adorazione, la preghiera
e per l'approfondimento della Parola di Dio. Il
Tabernacolo racchiude, accanto al Santissimo Sacramento,
la Sacra Scrittura. La simbologia interna introduce
alla preghiera ed invita alla fede nella forza
creativa della Parola di Dio.
"Il santuario della parola
è impostato su un asse longitudinale che
ha i suoi estremi da un lato, dietro ad una transenna
ad archi che ne sottolinea il carattere sacro,
il tabernacolo contenente in una teca preziosa
sia le sacre Specie Eucaristiche che la Sacra
Scrittura, dall'altro da un grande ambone (chiamato
"bemà" come nella chiesa siriaca
o nella sinagoga) davanti al quale siede il presidente
e dal quale viene proclamata la Parola dopo aver
portato la Bibbia con solennità, processionalmente,
dal tabernacolo. Ai lati, rivolti verso l'asse
centrale, i posti per i partecipanti, concepiti
come "tronetti con scrittoio" per la
scrutatio, sul modello degli "scrittoi"
degli evangelisti delle miniature medievali."
(Maurizio Bergamo, Mattia
del Prete, Spazi celebrativi, L'architettura dell'Ecclesia,
pag. 351)
"Le belle vetrate, situate
in una parete laterale del Santuario della Parola
esprimono una lode per i sette giorni della creazione.
(
) illuminate dalla luce del sole le vetrate
si riempiono di colori che si diffondono all'interno.
L'insieme delle vetrate rappresenta la creazione
dell'universo per mano di Dio, dal caos passando
per la formazione delle acque, dei cieli, dei
pianeti ed arriva fino alla perfezione, all'ordine,
ed infine alla creazione dell'uomo, presentata
con una croce come il segno dei tempi: Dio ha
fatto l'uomo in Cristo, nuova creatura, che lo
rinnova con la Sua morte e risurrezione l'uomo
schiavo dei peccati, riconciliandolo con Dio,
con se stesso e con la natura."
(Memoriales, N. 2/1999
- Bollettino informativo del Seminario Arcidiocesano
Missionario "Redemptoris Mater" di Medellin,
Colombia)

Anche la chiesa del seminario
include, nella sua forma, le prerogative del rinnovamento
liturgico del Concilio Vaticano II. Questo è
un esempio d'adeguamento degli interni sacri predisposti
alle necessità e alla sensibilità
dell'uomo moderno, affinchè egli possa
partecipare in modo attivo ai santi riti (cf Concilio
Vaticano II, Sacrosantum Concilium, 14). Lo spazio
liturgico è di forma ottagonale, grazie
alla quale la disposizione dell'assemblea indirizza
l'attenzione di tutti i fedeli sull'altare collocato
al centro.
"In questa assemblea il sacerdote
celebrante, posto in posizione preminente rispetto
ai fedeli e rivolto ad essi dietro l'altare, viene
a collocarsi in una posizione tale da chiudere
l'emiciclo. Vediamo così organizzarsi una
configurazione circumstans quale, sulla
tradizione più antica formalizzata già
nel Sacramentarium Gregorianum del secolo VIII,
verrà riproposta dal Concilio Vaticano
II: "La collocazione dell'altare sia tale
da costituire realmente il centro verso il quale
spontaneamente converga l'attenzione di tutta
l'assemblea" (IGMR
263).
(Maurizio Bergamo, Mattia del Prete, Spazi celebrativi,
L'architettura dell'Ecclesia, p. 124)
In questo segno è chiaramente
espressa la fede nella Chiesa che è corpo
mistico di Cristo, il quale è egli stesso
nel suo mistero pasquale il centro d'ogni celebrazione
liturgica (cf. Concilio Vaticano II, Sacrosanctum
Concilium, 5).
"Nasce l'unità e l'assemblea
appare come il Corpo di Cristo formato di molte
membra. Roberto Bellarmino scrive." Il
presidente come capo del corpo, la Parola di Dio
come bocca, l'Eucaristia come cuore del quale
è nutrita la Chiesa e grazie al quale calma
i suoi desideri, l'assemblea come braccia e gambe
del Corpo di Cristo (
) e possiamo aggiungere:
il fonte battesimale come utero, da dove nascono
nuovi figli della Chiesa".
(San Bartolomeo in Tuto,
Una parrocchia per il terzo millennio, p.16)
(cf. Jean Hani, Il simbolismo del Tempio cristiano,
cap. VI e VII)
PRIMA TAPPA DELLA COSTRUZIONE
A causa della dimensione dell'investimento e delle
limitate possibilità finanziarie si è
deciso di dividere la costruzione dell'edificio
in due fasi. La prima tappa comprendeva la costruzione
del minimo indispensabile dal punto di vista sociale
e funzionale, cioè della cappella, del
santuario della Parola, della parte delle abitazioni,
della cucina e del refettorio. La costruzione
di questa parte ha avuto luogo negli anni 1994-2000.
E' stato possibile cominciare ad abitare nell'edificio
nel settembre 2000.

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foto]
SECONDA TAPPA DELLA COSTRUZIONE
Passati circa due anni dalla conclusione della
prima parte è stata iniziata la seconda
tappa della costruzione del seminario. Questa
volta sono state costruite: la chiesa del seminario
con la cappella del Santissimo Sacramento, la
biblioteca e la sala di lettura, l'aula magna,
e le sale di studio, l'ingresso principale. Queste
nuove parti che si stanno costruendo formeranno
con le altre già esistenti un'unico complesso,
racchiudendo al centro un patio con fontana per
lo svago e la passeggiata.

STATO ATTUALE DELLA SECONDA TAPPA DELLA COSTRUZIONE
La costruzione dello stato grezzo che diede inizio
alla seconda parte dell'investimento giunse a
termine nella primavera del 2004.
[più
foto]
Prima dell'estate è stato
iniziato di nuovo il lavoro con l'obiettivo di
chiudere il più velocemente possibile l'edificio,
per salvaguardarlo di fronte alle pesanti condizioni
atmosferiche del rigido inverno. Durante le vacanze
dunque è stato relizzato il tetto della
chiesa e della biblioteca, e poi sono iniziati
i lavori per la costruzione delle facciate in
cotto e in marmo e sono state montate le porte
e le finestre. Nel frattempo sono stati intrapresi
anche i lavori all'interno dell'edificio come,
per esempio, la preparazione degli impianti e
il montaggio di diverse installazioni. I lavori
all'esterno stanno per essere terminati.
Il seminario è mantenuto fin dall'inizio
grazie alla generosità di molti benefattori
anonimi dalla Polonia e dall'estero che hanno
capito l'importanza di quest'opera e la missione
che il seminario Redemptoris Mater compie in Europa
e nel mondo annunciando l'amore di Gesù
Cristo all'uomo di oggi, schiavo della paura della
morte.
Noi preghiamo per loro regolarmente, e in modo
particolare durante l'eucaristia del martedì
che celebriamo nelle loro intenzioni.
Chiedendo un sostegno a quest'opera della Chiesa
v'invitiamo a scaricarvi il conto corrente postale.
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